L'attacco sferrato dal magistrato Imposimato all'operato del governo sulla vertenza delle pensioni Quota 96 scuola è stato piuttosto diretto e preciso: "Mai nella mia esperienza parlamentare si è verificato che nel corso della discussione di una legge si presentano dei funzionari della Ragioneria dello Stato per dire che non si può approvare una legge". Ci sarebbe una volontà politica precisa: non permettere il raggiungimento della pensione ai circa 4mila docenti e personale ATA.
Imposimato ritiene che la questione delle pensioni Quota 96 scuola potrebbe essere non un errore ma una precisa volontà politica, voluta per risparmiare sul comparto scuola, perché, se si fosse trattato di errore, è chiaro che il legislativo l'avrebbe corretto senza colpo ferire.
La questione dei Q96 viola l'art. 3 della Costituzione, quello, per intenderci, che stabilisce l'uguaglianza di tutti dinanzi alla legge, per cui non resta altro da fare che ricorrere alla Corte Costituzionale.
Leonardo Scuola
Informazione e divulgazione di contenuti di interesse scolastico
"Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso. La creatività nasce dall'ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono i meriti. E' nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza. Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro! L'unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla" (Albert Einstein 1879-1955)
lunedì 1 settembre 2014
mercoledì 2 ottobre 2013
TAR di Napoli - ragazza disabile avrà il docente di sostegno anche se maggiorenne
Accolto il ricorso della madre di Jessica Cardamuro, la ragazza disabile di 18 anni, tornerà nell’istituto Seneca di Monte di Procida, in provincia di Napoli. Il Tar della Campania ha riammesso la Jessica in classe, dopo che la ragazza non era stata accettata alla prima classe del liceo socio-psico pedagogico.
I motivi erano legati alla maggiore età della ragazza, che secondo le autorità scolastiche non le permetteva di poter usufruire di docenti di sostegno. I genitori si sono appellati al Tar che ha dato loro ragione, riammettendo la ragazza in classe con gli insegnanti di sostegno e condannando gli organi scolastici ai vari livelli a pagare le spese del contenzioso.
Problema della giurisdizione in materia di impugnativa delle graduatorie del personale docente della scuola statale - Tar Lazio Sentenza n. 8498 del 30 settembre 2013
Il TAR del Lazio con la sentenza che si allega, torna sul problema della giurisdizione in materia di impugnativa delle graduatorie del personale docente della scuola statale e dopo un excursus giurisprudenziale completo ed esaustivo, dichiara il proprio difetto di giurisdizione in favore del giudice ordinario.
Rimangono i dubbi e le perplessità degli operatori del diritto che come la scrivente si trovano ad affrontare, nelle aule dei Tribunali, giudici del lavoro abituati a discutere sul rapporto di lavoro e non sulla legittimità degli atti amministRativi.
Avv. Isetta Barsanti Mauceri
Vai al documento: Tar Lazio – Sentenza n. 8498 del 30.9.2013
FONTE: da DirittoScolastico.it
Decreto 104 può continuare il suo iter di conversione dopo lo show di Berlusconi "il Pdl voterà la fiducia"
Scongiurato lo scioglimento delle Camere da parte di Napolitano ora si procederà alla conversione in legge del decreto 104 per affrontare parte dei seri problemi del nostro sistema scolastico. Il decreto 104, infatti, dovrebbe essere convertito in legge entro il 12 novembre (60 giorni dalla sua entrata in vigore).
Presentati vari emendamenti al decreto scuola per migliorare le condizioni degli insegnanti precari e non solo.
Dagli emendamenti per l’assorbimento della IV con la III fascia e l’inserimento nella terza fascia dei docenti inseriti nelle graduatorie di merito di cui al D.D.G. n. 82 del 24.9.12, dei docenti iscritti ai corsi di Scienze della Formazione a partire dall’a.a. 2008-2009, con riserva se non ancora laureati, dei docenti abilitati con il TFA ordinario, di tutti i docenti in possesso di abilitazione, con riserva dei docenti che conseguiranno il PAS speciale o che si iscriveranno al nuovo TFA ordinario, agli emendamenti per l'inserimento in graduatoria a esaurimento di tutti gli ex sissini abilitati.
Il Decreto legge 104/2013 "decreto scuola" può continuare il suo iter tortuoso di conversione.
Autore: Leonardo Pagano
Presentati vari emendamenti al decreto scuola per migliorare le condizioni degli insegnanti precari e non solo.
Dagli emendamenti per l’assorbimento della IV con la III fascia e l’inserimento nella terza fascia dei docenti inseriti nelle graduatorie di merito di cui al D.D.G. n. 82 del 24.9.12, dei docenti iscritti ai corsi di Scienze della Formazione a partire dall’a.a. 2008-2009, con riserva se non ancora laureati, dei docenti abilitati con il TFA ordinario, di tutti i docenti in possesso di abilitazione, con riserva dei docenti che conseguiranno il PAS speciale o che si iscriveranno al nuovo TFA ordinario, agli emendamenti per l'inserimento in graduatoria a esaurimento di tutti gli ex sissini abilitati.
Il Decreto legge 104/2013 "decreto scuola" può continuare il suo iter tortuoso di conversione.
Autore: Leonardo Pagano
Precariato, la nuova schiavitù
Da queste colonne abbiamo, purtroppo, più volte accennato all’annoso problema del precariato scolastico. un problema che investe tutte le componenti operanti all’interno della scuola, dai docenti, al personale si segreteria sino ai collaboratori scolastici.
Abbiamo anche parlato del decreto legislativo 104/2013, l’istruzione riparte, col quale l’attuale governo ha tentato di rimettere sui binari giusti il modo dell’istruzione nel nostro Paese. Nonostante il balletto dei numeri e le promesse che esso contiene, ad una più attenta lettura il DL non mette fine al drammatico problema del personale precario. La scuola è ripartita da poco più di un mese e, concluso il lavoro di tutti i Provveditorati, le assunzioni in ruolo dei docenti sono state circa undicimila. Una vera e propria miseria che ha solo minimamente scalfito il numero abnorme di personale iscritto nelle varie graduatorie. Solo in quelle ad esaurimento ci sono ancora duecentomila precari.
Ad essi bisogna aggiungere i ventimila abilitati del primo ciclo del Tirocinio Formativo Attivo, il TFA, e gli oltre sessantaseimila iscritti ai Percorsi Abilitanti Speciali, PAS. Ricordiamo che gli abilitati con il Tfa e con il Pas non possono attualmente inserirsi nel sistema di reclutamento che conferisce le nomine annuali, in quanto non hanno diritto di accesso alle Graduatorie ad Esaurimento. A questa imbarazzante situazione, il ministro Carrozza ha risposto con i suoi numeri: quasi settantamila docenti in tre anni e circa sedicimila unità del personale Ata. Fatti i dovuti conti, e nella speranza che il Mef autorizzi l’assunzione di personale trovando le dovute coperture, le graduatorie alla fine di questo “triennio d’oro” di assunzioni pulluleranno ancora di docenti in attesa di chiamata.
Eppure, dagli ultimi dati del sito Miur, sono state sottoscritte oltre centomila proposte di assunzione a tempo determinato per l’anno scolastico in corso. Ad esse si devono, poi, aggiungere, le assunzioni temporanee ottenute dalle graduatorie d’istituto con contratti firmati dal dirigente Scolastico. L’arzigogolo si infittisce ancora di più allorquando ci addentriamo nel cui prodest che alla base di tale comportamento. Non ci convince l’idea che non assumere in pianta stabile garantisca allo Stato un risparmio consistente nell’immediato e una sorta di paracadute per il lungo termine. L’analisi del precariato scolastico è più una questione sociologica e culturale, intimamente legata alla storia del nostro Paese.ma è anche una infinita questione nella quale il più becero burocratese dello Stato si mescola con un atavico disinteresse per le sorti della Scuola, da quella dell’infanzia sino all’Università.
E in questo campo incolto, nei decenni, sono cresciute le erbacce gramignose di un sistema di precarietà che sembra ormai impossibile da sconfiggere. Zizzania alimentata da decenni di politiche di austerity che, guarda caso, hanno sempre colpito la Scuola, deprimendola e depauperandola sin nel midollo. All’alba del terzo millennio, nel pieno di una crisi globale che il capitalismo stesso ha prodotto gonfiando a dismisura una virtual-economy che non esisteva, ti accorgi che i nuovi schiavi li trovi proprio nel posto meno indicato, la scuola italiana. Postcapitalismo e globalizzazione hanno creato non solo i lavoratori stagionali extracomunitari dell’agricoltura o le ragazze dei call center, ma soprattutto una dimensione precaria del lavoro tra laureati professionisti che hanno provato a mettersi in gioco nel mondo della scuola.
Ogni giugno, nel silenzio totale, la maggior parte di quei centomila assunti a tempo determinato viene licenziata e mestamente se ne torna a casa. Numeri da esodo biblico che non andranno mai tra le news del telegiornale di prima serata o sui titoli dei quotidiani nazionali. Un esercito muto vittima di un sistema che volutamente li tiene fuori dal mondo lavorativo stabile. Con tristezza, te li ritrovi attempati e ormai sfibrati dalla lunga attesa alle convocazione per le nomine a tempo indeterminato. Sembrano quasi timidi e sfuggenti. Forse sono solo increduli e profondamente delusi. Al di là di qualsiasi proclami o di insulsi pistolotti, l’unico modo di far crescere la scuola, tirandola fuori dalle enormi difficoltà nelle quali versa, è investire seriamente su di essa.
Investire nella scuola pubblica rendendo stabili i precari e rilanciando verso un futuro di qualità e certezze il sistema istruzione del nostro Paese. Le nuvole nere della crisi si addensano su questo governo, rischiando di far annegare nella notte da tregenda anche le poche cose buone contenute nel dl 104/2013. Forse dovremo ancora aspettare molto per vedere il sole di un governo nuovo che metta al centro, seriamente e durevolmente, la Scuola e la Cultura.
Autore: Michele Andonaia
FONTE: IlMeridiano
Concorso Scuola, metà dei vincitori ha oltre 50 anni
Nemmeno il concorso a cattedra è riuscito a ridurre l’età media dei docenti italiani: degli 8.303 vincitori della procedura concorsuale, di cui 3.255 assunti in estate, oltre la metà ha più di 50 anni. Ma il Ministero dell’Istruzione non può che prendersela che con se stesso, visto che nel bando di concorso, atteso da 13 anni, ha escluso dalle prove tutti coloro che si sono laureati dopo il 2002.
I dati riguardanti le assunzioni attuate sino ad oggi sono stati comunicati dallo stesso Miur, attraverso un comunicato, dal quale risulta che a causa dei “rallentamenti che si sono verificati nelle procedure concorsuali di alcune regioni (restano aperte 13 procedure in Toscana, 16 nel Lazio, 4 in Sicilia, 4 in Calabria, 1 in Veneto), ad oggi risultano vincitori 8.303 candidati”. Ma soprattutto, il 69% dei vincitori, ben 5.733 su 8.303 risulta essere composto da iscritti in una Graduatoria ad esaurimento.
Anief sottolinea come “due assunzioni su tre sono state effettuate su supplenti ‘storici’ della scuola, che avrebbero dovuto essere stabilizzati sulla base della direttiva europea 1999/70/CE che obbliga lo Stato ad assumere i lavoratori con almeno tre anni di servizio anche non continuativo alle spalle”.
“Con la preclusione a tutti i laureati negli ultimi dieci anni – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – il Miur ha creato i presupposti per aggravare, anziché alleggerire, l’età media dei docenti italiani. Che, è bene ricordare, è già la più alta al mondo”.
Ma ai giovani il Ministero dell’Istruzione non ha chiuso solo le porte del concorso: per gli abilitati con TFA ordinario ed i prossimi con i Percorsi abilitanti speciali (PAS), oltre che per tutti gli idonei allo stesso concorso a cattedra, il Miur ha anche deciso che non c’è spazio nelle Graduatorie ad esaurimento. Una decisione contro cui l’Anief ha presentato ricorso in tribunale e chiesto un emendamento ad hoc al decreto sulla scuola n. 104.
“Oltre 50mila aspiranti docenti, molti dei quali giovani laureati, non possono essere condannati a vita al precariato. Mentre il corpo insegnante di ruolo diventa sempre più vecchio”.
FONTE: BlogSicilia
Scuola: ogni anno 700mila ragazzi abbandonano, 2 su 10
Roma, 1 ott. - Settembre, tempo di ritorno a scuola. Ma non per tutti: ogni anno circa 2 ragazzi su 10 non tornano sui banchi di scuola o lo fanno in modo tanto precario da abbandonare prematuramente ogni possibilita' di successo formativo. Per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica - condizione che mette molti giovani a rischio di bullismo, violenza, microcriminalita' ed esclusione sociale - che ogni anno coinvolge quasi 700mila ragazzi tra i 10 e i 16 anni, Intervita Onlus nel 2012 ha dato vita a 'Frequenza200': il primo network nazionale che opera sul territorio e online per fare rete contro questo fenomeno. La ong ha presentato in Senato 'Lenti a contatto', il primo dossier sulla dispersione scolastica che raccoglie gli interventi portati avanti in tre regioni e illustra gli obiettivi del progetto triennale. La dispersione scolastica in Italia ha dimensioni allarmanti. Con il 17,6% di ragazzi che abbandonano gli studi, l'Italia e' in fondo alla classifica europea e continua a scontare un gap con gli altri Paesi la cui media e' pari al 14,1%, come ad esempio la Germania dove la quota e' sensibilmente piu' bassa (10,5%), o la Francia (11,6%) e il Regno Unito (13,5%) . Un divario che aumenta se guardiamo al sud, dove la media e' del 22,3%, mentre si riduce nel centro-nord dove si attesta al 16,2. Va tuttavia sottolineato che, rispetto alla situazione del 2000, quando gli 'early school leaver' risultavano il 25,3%, e' stato fatto un primo passo importante per il raggiungimento degli obiettivi della strategia di Europa 2020 nel campo dell'istruzione che prevedono una riduzione del tasso di abbandono scolastico al di sotto del 10%. 'Con Frequenza 200 promuoviamo un modello di intervento per sostenere il dialogo tra le istituzioni nazionali, le famiglie e gli enti locali per confrontarsi sulle buone pratiche e favorire un'attenzione maggiore sul tema dell'educazione', ha spiegato Marco Chiesara, presidente Intervita Onlus. Il progetto pilota triennale, svolto a partire dal 2012 a Milano, Napoli e Palermo, coinvolge 2.500 ragazzi con le loro famiglie, 800 insegnanti, 600 mamme e 100 operatori informali (tra bar, commercianti, edicolanti, centri anziani, etc.). Il progetto prevede l'attivita' di un centro diurno operativo 5 pomeriggi alla settimana con attivita' educative condivise con le istituzioni del territorio, in particolare la scuola dell'obbligo e i servizi sociali. .
FONTE: La Repubblica
FONTE: La Repubblica
Il «concorsone» premia i docenti precari
I candidati già iscritti nelle graduatorie ottengono l'85% delle cattedre
Francesca Milano MILANO
Il concorso della scuola bandito un anno fa dall'ex ministro dell'Istruzione, Alessandro Profumo, ha premiato l'esperienza: su 8.3o3 vincitori, ben 5.733 sono docenti già iscritti nelle graduatorie a esaurimento, 1.290 sono i laureati presenti nella terza fascia e 66 quelli presenti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto. Solo 1.214 «outsider», ossia aspiranti docenti provenienti da altri settori, sono risultati vincitori. Un dato, questo, che ribalta la situazione iniziale: su 326mi1a iscritti al concorso, oltre 2oomila non sono nelle graduatorie a esaurimento né facevano supplenze. Dai dati diffusi ieri dal ministero dell'Istruzione emergono anche le difficoltà del concorso: degli 8.3o3 vincitori, solo 3.255 sono stati già assunti nello scorso mese di agosto. Gli altri saranno assunti nei prossimi anni, in base alle cattedre che saranno disponibili. Oltre ai vincitori dell'ultimo concorso, da quest'anno scolastico sono saliti in cattedra anche 834 vincitori dei concorsi precedenti e 7.453 docenti dalle graduatorie a esaurimento (per un totale di 11.542 posti). «I risultati del concorso ha spiegato il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza so- no da considerarsi parziali perché ci sono ancora commissioni al lavoro in Toscana, Lazio, Sicilia, Calabria e Veneto». L'identikit del docente vincitore del concorso è: donna, over 355già iscritta nelle graduatorie a esaurimento. Tra i vincitori, infatti, le donne superano di gran lunga gliuomini: solo 1.582 nuovi docenti sono maschi. L'esperienza ha pesato durante tutto l'iter del concorso: dalla preselezione allo scritto, fino all'orale e alla simulazione di una lezione: meno di 800 sono i vincitori con meno di 3o anni, appena il io°io del totale. La scrematura tra docenti con esperienza e outsider è avvenuta già dal test di preselezione, superato dal 32,1% deí docenti presenti in graduatoria contro i127,5% degli «outsider». Allo scritto, poi, il 31,2% dei docenti precari ha passato la prova, contro i119,50 degli esterni. Alla fine, gli aspiranti docenti provenienti da altri settori hanno ottenuto solo il 15% dei posti.
FONTE: flcgil
martedì 1 ottobre 2013
Anche per le supplenze servirà l’abilitazione. Protesta Anief
“Nel silenzio più assoluto, il Miur modifica l’accesso alle graduatorie d'istituto introducendo una restrizione storica: attraverso il regolamento ministeriale recante modifiche al decreto n. 249 del 10 settembre 2010, il Ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza ha stabilito che d’ora in poi per essere inseriti nelle graduatorie delle 8.047 scuole italiane servirà obbligatoriamente l'abilitazione conseguita attraverso i Percorsi abilitanti speciali (PAS) o i Tirocini formativi abilitanti (TFA)”. Lo sostiene l'Anief in una nota diffusa alle agenzie.
“L’operazione ministeriale, che nel corso degli anni lascerà fuori dalle graduatorie scolastiche centinaia di migliaia di neo-laureati, è contenuta nel comma 1, lettera d) dell'art. 4 del citato regolamento (Modificazioni all’articolo 15 del d.m. n. 249 del 2010) emesso dal Ministero dell'Istruzione lo scorso 4 luglio”, spiega il comunicato, che prosegue con una complessa analisi tecnica del provvedimento.
“Con questa discutibilissima scelta - commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – il Ministero dell'Istruzione ha sovvertito una prassi avviata da 15 anni: permettere a tutti i laureati o a coloro che sono in possesso di un titolo di studio utile all'insegnamento di formulare la propria candidatura direttamente alle scuole. Ed essere inseriti in graduatoria, sulla base del voto conseguito, di altri eventuali titoli conseguiti e di supplenze già svolte. Una prassi che, nei tanti casi in cui non vi siano altri aspiranti già abilitati, permette ai presidi di nominare i supplenti sulla base di una regolare lista di attesa”.
L'unica buona notizia, prosegue il sindacalista, “è che, in questa fase transitoria, tutti coloro che oggi sono già inseriti nelle graduatorie d'istituto non saranno esclusi”.
E già avverte: “Per questi motivi, sarà il giudice amministrativo a doversi esprimere sull'illegittima esclusione dei neo-laureati dall’inserimento nelle graduatorie d'istituto”.
La posizione dell’Anief è coerente con la congenita vocazione ‘ricorsista’ del sindacato, ma in questo caso la battaglia sembra di retroguardia: perché, quando l’operazione TFA-PAS andrà in porto, le scuole dovrebbero continuare ad avvalersi di docenti non abilitati? Caso mai occorrerebbe battersi perché non ci siano più classi di concorso senza un numero di abilitati adeguato alle necessità.
FONTE: Tuttoscuola.com
Berlusconi: voteremo no alla fiducia, Pdl spaccato. Strappo di Alfano: sì a Letta. Il premier respinge dimissioni ministri
Domani la fiducia in Parlamento. Napolitano: ora chiarimento. Giovanardi: gli scissionisti sono i falchi. Renzi vede il premier: noi leali. Epifani: Letta non farà sconti su berlusconiPdl nel caos e spaccato, con Angelino Alfano che invita Silvio Berlusconi - dopo un teso vertice a palazzo Grazioli - a fare retromarcia sul governo e afferma: Leggi tutto
FONTE : Il Mattino
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